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Quest’anno l’artista Kōsuke Fujishima compie quarant’anni di carriera e li festeggia con una mostra itinerante che ripercorre la sua produzione come mangaka e character designer. In attesa di mettere le mani sul catalogo della mostra, ho deciso di proporvi due volumi che raccolgono i materiali di produzione della serie OVA di Oh, mia dea! (Aa! Megami-sama! in originale), uscita in Giappone tra il 1993 e il 1994 e arrivata in Italia grazie alla Dynamic Italia.
Gli OVA e i film tratti dalle opere di Kōsuke Fujishima vantano spesso un’elevata qualità tecnica e un’estrema cura nei disegni, ne sono la prova questi cinque episodi dedicati alle dee, così come il film sequel del 2000 edito in Italia da Shin Vision, ma anche gli eccelsi OVA di Sei in arresto! di cui parleremo in futuro.
I libri che vi mostrerò in questo articolo sono l’Afternoon special edition OVA mook - Aa! Megami-sama - Jitsuzai no shōmei, e l’Aa! Megami-sama - Settei shiryōshū. Il primo è edito dalla Kōdansha, mentre il secondo dall’AIC Club e si presentano entrambi nello stesso formato, ovvero un A4 in orizzontale.
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| La copertina del volume Afternoon special OVA mook - Aa! Megami-sama - Jitsuzai no shōmei |
Lo speciale Jitsuzai no shōmei (Prova dell’esistenza) raccoglie tutto quello che era stato realizzato su Oh, mia dea! fino all’ottobre del 2000, data della sua pubblicazione. Il particolare titolo scelto per questo volume mi aveva incuriosito, quindi ho chiesto all’amico Mario Pasqualini di Dimensione Fumetto se avesse una spiegazione che mi aiutasse a contestualizzarlo. Vi riporto qui di seguito la sua risposta: «In giapponese “prova dell’assenza” si scrive 消極的事実の証明, oppure 悪魔の証明 “prova del diavolo”; forse il ragionamento per il titolo del libro è partito ribaltando quest’espressione. Il concetto è che la prova dell’assenza è la dimostrazione certa che una cosa non esiste, ma l’assenza di prova non è prova dell’assenza (esempio, se io non ho prove che ci siano gli alieni non è detto che non ci siano). Quindi chi ha scelto questo titolo ha probabilmente invertito questo concetto inventando un’espressione nuova, appunto “prova dell’esistenza” o “prova della presenza”».
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| L'llustrazione di Hidenori Matsubatra che apre il volume |
Il volume, di ben 184 pagine in parte a colori e in parte in bianco e nero, si apre con una bella illustrazione di Hidenori Matsubara che vede le tre dee protagoniste in abiti eleganti da cerimonia. Come potrete notare anche dalle prossime immagini, Belldandy, Urd e Skuld hanno un look variegato e sempre molto curato in ogni minimo dettaglio, aspetto che possiamo apprezzare anche nel manga originale di Fujishima.
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| L’indice dei contenuti |
Tra i contenuti del libro troviamo una galleria di illustrazioni, alcune testimonianze di chi ha lavorato agli OVA, una timeline che ripercorre tutte le uscite legate all’opera (manga, gadget, CD ecc.), una selezione di settei, un anime comics e altro ancora.
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| Il frontespizio che introduce la galleria di illustrazioni a colori |
Il frontespizio che inaugura la gallery presenta una versione caricaturale di Shohei Yoshida, il caporedattore della rivista mensile della Kodansha Afternoon sulla quale veniva serializzato il manga di Fujishima. È proprio lui, in questa simpatica versione, a farci sapere che le illustrazioni presenti nelle pagine successive sono apparse in precedenza su svariate riviste per promuovere la serie di OVA e che vengono qui raccolte per la prima volta tutte assieme.
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| La bellssima Belldandy disegnata da Fujishima |
Le illustrazioni sono sempre accompagnate da note che ne indicano l’autore, il loro utilizzo e dove sono apparse. In questo caso possiamo ammirare una Belldandy disegnata da Kōsuke Fujishima.
Kunihiko Kondo, lo sceneggiatore della serie di OVA, racconta che voleva rispettare la visione di Fujishima e che lo ha consultato per la scelta del cast e dello staff. Scopriamo così che, ad esempio, è stato proprio il mangaka a proporre Yūsuke Takeda (che nel 1993 ha fondato lo Studio Bihou che ritroviamo nei crediti di Oh, mia dea!) per la realizzazione degli sfondi. Fujishima aveva apprezzato il lavoro che Takeda aveva svolto nell’ottavo OVA di Bubblegum Crisis. Particolarità degli sfondi di Oh, mia dea! sono le linee morbide e l’atmosfera soffusa che ricorda i dipinti ad acquerello.
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Nelle due immagini qui sopra possiamo ammirare alcuni disegni di Hidenori Matsubara, mente qui sotto possiamo apprezzare l’arte di Takeshi Honda. Entrambi gli artisti hanno lavorato a un’infinità di progetti e si sono spesso trovati a collaborare alla stessa opera (Evangelion, giusto per citarne una).
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Di seguito due pagine dalla sezione dedicata alla storia cronologica delle uscite legate a Oh, mia dea!. Nella seconda foto possiamo ammirare uno straordinario poster a grandezza naturale con protagonista assoluta Belldandy. Il telefono cellulare posizionato in basso a sinistra serve a far capire le dimensioni effettive del poster.
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| Questo poster meritava uno scatto tutto per sé |
Nella sezione in bianco e nero, oltre alla tavola rotonda tra Fujishima, Yoshida e le tre doppiatrici delle dee, è presente anche una lunga e interessante raccolta di testimonianze dello staff produttivo che ha gestito il budget stanziato per la serie di OVA. Le figure in questione sono il produttore Takao Asaga, lo sceneggiatore Kunihiko Kondo e il produttore audio Tōru Nakano. Alcune delle informazioni che trovate sparse in questo articolo sono estrapolate proprio da questa conversazione.
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| Una pagina dalla tavola rotonda con Fujishima, Yoshida e le tre doppiatrici delle dee |
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| La sezione in bianco e nero ospita anche alcune pubblicità legate al manga |
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| Pagine dedicate ai fotogrammi dell'opening |
Si torna al colore con le pagine che presentano i fotogrammi della sigla di apertura, nonché, più in grande, le due illustrazioni che compaiono in chiusura delle sigle: quella in alto con la sola Belldandy è stata utilizzata per i primi due episodi, sostituita poi per gli ultimi tre con quella in basso che vede protagoniste le tre dee. Le stesse illustrazioni sono state usate anche per le copertine dei due CD con la colonna sonora originale.
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| La gallery con le copertine dei LaserDisc e i poster promozionali |
In queste pagine vengono mostrate le illustrazioni realizzate per le copertine dei LaserDisc, nella riga superiore, e quelle per i poster promozionali che ne annunciavano l’uscita, nella riga inferiore. La particolarità di questa piccola gallery sta nel fatto che le illustrazioni vengono proposte per intero, quindi anche con la parte che normalmente nella stampa finale viene tagliata e che mostra i bordi dei cel, le pennellate ai margini degli sfondi e le palette dei colori.
Da notare come spesso le illustrazioni legate a Oh, mia dea!, a partire da quelle del manga di Fujishima, abbiano delle composizioni che richiamano l’eleganza dell’Art Noveau, a volte rappresentando gli eterei personaggi all’interno di cornici finemente elaborate con motivi floreali. Non è raro imbattersi in immagini delle dee con panneggi e chiome "danzanti" che ricordano le opere del grande artista Alphonse Mucha.
Come detto in apertura, questa serie di OVA gode di una grande cura nella realizzazione, e a tale proposito il produttore Takao Asaga racconta che Oh, mia dea! è stata la prima opera a essere promossa come “anime di alta qualità”. La decisione è stata presa basandosi sull’eccellente risultato finale, ma anche, ovviamente, sul consistente budget stanziato. Asaga afferma che pur puntando sempre su un'elevata qualità, in precedenza questo aspetto non era stato mai sottolineato in maniera esplicita. Scopriamo però che l’idea non è stata particolarmente gradita dallo staff tecnico. In particolar modo Hiroaki Gōda, il regista, e Hidenori Matsubara, che oltre a occuparsi del design dei personaggi ha ricoperto anche il ruolo di direttore capo delle animazioni, chiesero di non etichettare gli OVA in questo modo, in quanto chi lavora a un prodotto animato si impegna sempre per realizzare un’opera di alta qualità. Nonostante Asaga avesse compreso il loro punto di vista, ha preferito comunque utilizzare tale dicitura. Inoltre ci racconta che la maniacalità di Matsubara ha ritardato più volte l’uscita degli episodi.
In chiusura del volume troviamo i settei dei personaggi, dei luoghi e dei mezzi meccanici.
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| La quarta di copertina del volume |
HO PARLATO DI: Kōdansha Afternoon tokubetsu henshū OVA mook - Aa! Megami-sama - Jitsuzai no shōmei • 講談社 アフタヌーン特別編集OVA MOOK ああっ 女神さまっ 実在の証明
EDITORE: Kōdansha
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18/10/2000
PAGINE: 184
FORMATO: brossurato con copertina morbida e sovracopertina
CODICE ISBN: 4-06-334348-0
PREZZO DI COPERTINA: ¥2,667 più tasse
REPERIBILITÁ: solamente nel mercato dell’usato
Come promesso all'inizio dell'articolo, oltre al volume appena analizzato, vedremo brevemente anche Aa! Megami-sama - Settei shiryōshū, una raccolta di settei decisamente più completa rispetto a quanto visto in Jitsuzai no shōmei.
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| La copertina del libro Aa! Megami-sama - Settei shiryōshū |
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Qui sopra una pagina con gli studi per il protagonista maschile Keiichi Morisato. Come solitamente accade con i volumi in bianco e nero dedicati alla raccolta dei materiali di riferimento per gli animatori, anche in questo caso la carta utilizzata è abbastanza sottile e leggermente trasparente.
Di seguito una serie di pagine con le dee. Rispetto all’altro volume di cui vi ho parlato sopra, per ovvi motivi questo presenta parecchio materiale in più e soprattutto lo riporta in formato molto più grande, soffermandosi anche sui numerosi outfeet di Belldandy e delle sue sorelle.
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Come sanno tutti i fan delle opere di Fujishima, l’autore è un grande appassionato di motori, quindi è facilissimo imbattersi in dettagliatissimi disegni che riproducono moto o automobili all’interno delle tavole del manga e, di conseguenza, anche nelle controparti animate. Non di rado vediamo scene di corse in moto o di personaggi che si accingono a ripararle. E in questo caso, visto che stiamo parlando di un prodotto realizzato nella prima metà degli anni ’90, possiamo godere appieno della tecnologia e dei mezzi meccanici disegnati a mano. Questo aspetto ha contribuito nel tempo a rendere mitica l’animazione giapponese, tanto che oggi è molto facile imbattersi online in immagini, gif animate o video che rappresentano e omaggiano queste sequenze animate. La sfida tecnica ha riguardato anche il comparto sonoro, ad esempio Fujishima ha espressamente richiesto che la BMW con sidecar guidata da Keiichi avesse il suono del modello esatto. Il produttore audio Nakano racconta che non riuscivano a trovare il modello di BMW con sidecar ma, fortunatamente, nel reparto di produzione sonora c’era una collaboratrice appassionata di moto che aveva come conoscente un possessore di una BMW. In questo modo hanno potuto registrare il suono della vera motocicletta.
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Tra i materiali di ambientazione presenti nel volume troviamo, ovviamente, anche disegni come quelli che potete vedere qui di seguito.
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Infine troviamo delle pagine che riproducono una parte degli storyboard di cui, qui sotto, potete vedere delle simpatiche copertine. Agli storyboard del quinto e ultimo OVA, episodio inizialmente non previsto, ha lavorato anche Fujishima.
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| Copertine degli storyboard |
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| La quarta di copertina del volume |
HO PARLATO DI: Aa! Megami-sama Settei shiryōshū • ああっ 女神さまっ 設定資料集
EDITORE: Club AIC
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25/05/1994
PAGINE: Le pagine non sono numerate, ma sono circa 200
FORMATO: brossurato con copertina morbida
CODICE ISBN: non presente
PREZZO DI COPERTINA: ¥1,940 più tasse
REPERIBILITÁ: solamente nel mercato dell’usato































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